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Progetto "Costruisci la tua Fattoria!"

Il centro C.A.E.P. ha collaborato in questi mesi, in convenzione con l'Istituto “Stefani-Bentegodi” (sezione 1AV di Villafranca), alla realizzazione del progetto didattico “Costruisci la tua Fattoria!” proposto dalle prof.sse Katia Vuono, referente per l’inclusione, e Maria Gianfriddo, docente di sostegno.

Di seguito si riporta per intero quanto relazionato dai ragazzi, sottoforma di articolo di giornale, al termine dell'attività.

Ringrazio le prof.sse e l'Isituto per l'entusiasmo profuso nell'organizzare tale attività a nome del Centro e dei genitori che in questi anni hanno apprezzato le svariate proposte di modellazione e costruzione con i mattoncini.

Il Direttore del Centro
dott. Valerio Beghini

 

“Che questi mattoncini di plastica, i famosi LEGO®, conosciuti da tutti i bambini del mondo, avessero un’anima, ne avevamo sentito parlare, ma ancora non ci credevamo. Perché non bastano gli occhi per vedere, ci vuole ben altro”. Così ricorda ai compagni Tommaso nel raccontare l’esperienza. Sono bastati sette incontri per poter creare dal nulla un intero mondo. “Siamo studenti dell’Istituto agrario, la nostra scuola si trova appena fuori Villafranca: da lontano sembra un piccolo capannone, perché è bassa ed è circondata da campi e da un piccolo vigneto. Per il nostro mondo in miniatura siamo partiti proprio da qui, da ciò che ci circonda e amiamo: la campagna e gli animali”, dice Luca. “Abbiamo voluto ricreare una fattoria, ambiente con il quale ci confrontiamo anche nei libri.”

Obiettivo principale del progetto è stata l’indagine, attraverso modelli semplificati della realtà delle tecniche di costruzione e delle meccaniche sottostanti a complessi mezzi agricoli, mediata dall’utilizzo di “mattoncini” come elementi iconici per il processo costruttivo ed esplorativo della conoscenza. Oggetto di indagine e studio, attraverso la creazione di modelli e lo studio visuo-spaziale dell’ambiente ricreato, è stata l’organizzazione stessa della “fattoria” come ambiente di produzione e lavoro.

Ma, come ben documentano le fotografie sui cartelloni preparati con le docenti, le attività di progettazione e costruzione sono state il fulcro dell’azione educativa costruita attorno ad una piccola comunità di pratica (studenti e docenti assieme) mediante momenti ludico-ricreativi dove l’assemblaggio manuale, l’analisi della realtà, il confronto e la narrazione verbale del proprio vissuto emotivo, hanno stimolato una maggior consapevolezza del sé in relazione all’ambiente circostante. Come testimoniato da Riccardo, “ci siamo confrontati e abbiamo sviluppato al computer il diorama, ossia il progetto esecutivo del plastico da realizzare. Ognuno di noi ha messo ciò che più desiderava: le stalle, i silos, ma anche il porto mercantile per il commercio del grano e dei cereali, le navi, le case, scelte con particolare attenzione tra vari modelli in stile agreste, gli alberi, la stazione e il treno merci con carro buoi e container. È stato bello vedere come tante idee, così diverse, trovassero insieme un ordine.”

Le fasi pertanto del progetto sono state strutturate a partire dall’osservazione dell’ambiente “fattoria” fino alla definizione di un progetto nella cui realizzazione sono stati impiegati più di 15.000 mattoncini, su una superficie di circa 10m2 esposti in biblioteca. I ragazzi hanno abilmente dato vita ad un’intera città capace di trasmettere emozioni ad ogni visitatore della scuola. “Siamo riusciti nell’intento di coltivare il bello che è in noi”, conclude Daria, “dal treno guidato a distanza con i nostri cellulari, dalle mucche nelle stalle, dai fiori alle finestre delle case o sui rami degli alberi (perché nella nostra città è sempre primavera!)”.

“Ma la cosa più speciale” esclamano i ragazzi “è l’enorme tirannosauro che si aggira sui tetti, felice del mondo che vede muoversi sotto di lui e intorno a lui.  È lì, a mostrare a tutti che il gioco è una cosa seria. A mostrare ai nostri genitori e ai nostri insegnanti che tutti i grandi sono stati ragazzi e che, ogni tanto, è bello ricordarlo pure a scuola!”.

Articolo di giornale proposto dai ragazzi della classe prima AV

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